Recensioni: L’araldo della tempesta (Herald of the Storm, 2014) di Richard Ford

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Scheda:

Titolo: L’araldo della tempesta

Titolo originale: Herald of the Storm

Autore: Richard Ford

Editore:  Fanucci

Collana: Collezione Fantasy

Genere: fantasy / grimdark fantasy

Traduttore: Gabriele Giorgi

Data di pubblicazione: 2014

Pagine: 576

Prezzo: € 18,00

Disponibile in eBook su Amazon a € 6,99

Trama: Massoum Abbasi, un araldo orientale, giunge a Steelhaven portando con sé una borsa che contiene degli oggetti misteriosi. Viene fermato dalle guardie cittadine per un controllo, ma uno spietato assassino, inviato dal suo stesso mandante, si occupa di loro.

Questo è il suo benvenuto a Steelhaven, la più grande città del regno, il suo porto, la sua capitale, per anni simbolo della sua potenza ma ora corrotta e degradata, alla mercé di infiltrati e signori della guerra. Nel suo cuore pulsante si intrecciano le storie di principesse innamorate di un assassino, gilde criminali che avvolgono le strade in spire di violenza, apprendisti maghi e i loro insegnanti, imbroglioni che non riescono ad esserlo fino in fondo e fanciulle che sanno essere ladre, spie e salvatrici. Ma su tutte le loro avventure si stende l’ombra della magia nera che sta per risorgere dalle tenebre e che molto ha a che fare con il prezioso contenuto della borsa di Massoum.

Un affresco corale dalle sfumature dark, un racconto epico cui non manca l’ironia, un debutto accolto con grande entusiasmo dagli amanti di Joe Abercrombie, George R.R. Martin e Daniel Abraham…

Commento:

L’araldo della tempesta è un romanzo fantasy che si inserisce nel filone grimdark fantasy, genere letterario reso famoso  da George R.R. Martin con le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco e dai suoi epigoni (Joe Abercrombie, Mark Lawrence, Richard K. Morgan, Luke Scull, ecc…).

Richard Ford ambienta la storia in un mondo immaginario, simile a quello medievale, in cui gli Stati Liberi, o Teutoniani, vengono attaccati dai Khurtas, un’orda di tribù barbare del nord, intenzionate ad invadere quei territori alla ricerca di ricchezza.

Il teatro in cui si svolge la vicenda tuttavia è Steelhaves, la capitale degli Stati Liberi, che ci viene descritta come una città decadente in mano ad una organizzazione criminale: la Gilda. Qui non vi sono eroi che proteggono i deboli, ma solo persone abiette pronte a pugnalare alle spalle un amico per poche monete. La pietà è un lusso che pochi si possono permettere e chiunque si dimostri debole viene sfruttato o ucciso, anche se si tratta di una donna o di un bambino.

La trama non è per nulla lineare, riservando al lettore numerosi colpi di scena e i dialoghi sono credibili e ben congeniati.

La magia è presente e non mancano nemmeno gli scontri all’arma bianca, che vengono descritti con dovizia di particolari.

Richard Ford, con la sua prosa diretta ed asciutta, ci presenta personaggi che riescono ad assumere una dimensione reale, tratteggiando con abilità le debolezze umane ed evidenziandone i lati peggiori. L’Autore sceglie di parcellizzare i pov (sono arrivato a contarne otto), facendo raccontare da ogni personaggio una porzione di storia e svelando a poco a poco la trama, destando in questo modo maggiore curiosità nel lettore.

Abbiamo Massoum Abbasi, il messaggero dravhistano giunto a Steelhaves da Oriente per compiere un’ambasceria, per conto di un misterioso mandante.

Poi vi è Janessa, figlia di Cael Mastragall, re degli Stati Liberi, impegnato in battaglia a contrastare l’avanzata dei Khurtas. Costei non accetta di buon grado il suo ruolo di futura regina, dimostrandosi riluttante ad osservare l’etichetta di corte e i consigli del Reggente, Odaka Du’ur.

In terzo luogo si deve ricordare Kaira Tempestosa, una letale guerriera addestrata nel Tempio D’Autunno, totalmente devota alla propria causa come tutte le Vergini dello Scudo. La sua fede comincerà a vacillare, quando apprenderà che all’interno del Santuario vengono compiuti degli atti vili da parte di illustri membri dell’Ordine.

Infine, in un romanzo grimdark fantasy non può mancare il nobile decaduto, pavido, giocatore e puttaniere, che è ben rappresentato da Merrick Ryder.

Nel complesso L’Araldo della Tempesta è un buon romanzo che, nonostante le quasi seicento pagine, scorre rapido e risulta divertente. Lo consiglio a coloro che amano le opere di George R.R. Martin, Joe Abercrombie e Mark Lawrence.

Francesco La Manno

Autore: Richard Ford è originario di Leeds, nel cuore dello Yorkshire, ma ora risiede nella campagna del Wiltshire. Autore di fantasy e steampunk, con L’Araldo della Tempesta ha dato inizio alla saga di Steelhaven, un successo che ha aperto la strada al secondo volume The Shattered Crown.

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