Recensione: “Il segno dell’elmo” (Prisoner of the Horned Helmet) di Frank Frazetta, James Silke – Serie di Death Dealer #1

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di-Francesco-La-Manno

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Titolo: Il segno dell’elmo

Titolo originale: Prisoner of the Horned Helmet

Autori: Frank Frazetta, James Silke

Serie: Death Dealer #1

Copertina: Frank Frazetta

Traduttore: Paola Tomaselli

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

Collana: Fantasy Urania 50

Genere: sword and sorcery

Pagine: 288

Data di pubblicazione: 1988

Data di ultima pubblicazione italiana: 1992

Non disponibile

 

Serie di Death Dealer:

  1. Il segno dell’elmo, 1992; (Prisoner of the Horned Helmet, 1988);
  2. I signori della distruzione, 1993; (Lords of Destruction, 1989);
  3. Il dente e l’artiglio, 1994; (Tooth and Claw, 1989);
  4. Plague of Knives, 1994, inedito.

 

Trama: In un’epoca remota e in un passato leggendario, molto prima che l’Atlantide sprofondasse tra le acque dell’oceano, al posto del mare Mediterraneo si estendeva un’immensa pianura che un’orda di guerrieri feroci e assetati di sangue, i Kitzaak, si preparava a devastare. Lo scenario e le premsse del romanzo, come il lettore si sarà accorto, ricordano abbastanza da vicino l’esotica ambientazione delle avventure di Conan, ma la somiglianza è solo apparente: Frank Frazetta, il grande illustratore americano di fantasy, ha creato con James Silke un personaggio nuovo e tragico, valoroso e sfortunato, che i nostri lettori impareranno ad apprezzare. Si tratta di Gath di Baal, l’eroe deciso a opporsi alla sanguinosa invasione dei Kitzaak. Gath potrà riuscire nella sua impresa, ma in cambio gli dei esigeranno che paghi un prezzo altissimo: trasformatosi in un’incarnazione della morte, in un terribile guerriero dall’elmo d’acciaio, d’ora in poi sarà il prigioniero dell’elmo cornuto, una figura terrificante e invincibile che ricorda il mito della nostra maschera di ferro. Un originale contributo di Frazetta alla fantasy scritta, dopo tanti eccelnti contributi visuali.

 

Death Dealer WEBCommento:

Il segno dell’elmo è un romanzo fantasy scritto da Frank Frazetta e James Silke, primo volume della serie di Death Dealer, pubblicato negli U.S.A. nel 1988 dalla Tor Books, mentre in Italia è giunto nel 1992, edito Mondadori.

L’idea di scrivere questa saga nasce da un dipinto di Frank Frazetta del 1973, raffigurante un cavaliere con un elmo cornuto, armato di ascia insanguinata e scudo. Tale opera d’arte ha poi influenzato in modo rilevante l’immaginario collettivo tanto che ne sono derivati altri dipinti, illustrazioni, statue, fumetti, alcune ambientazioni per D&D e la rock band dei Molly Hatchet l’ha utilizzata come copertina del loro primo album nel 1978.

In prima battuta è bene evidenziare che il libro in discussione presenta tutti gli elementi tipici dello sword and sorcery(1). Infatti prendono parte alla vicenda un antieroe nerboruto, una donna procace, la stregoneria, l’orrore soprannaturale, le creature mostruose e le divinità infernali. Inoltre l’ambientazione è oscura, non esiste una netta contrapposizione tra bene e male, la prosa è rapida e contraddistinta da azione veloce e vi sono numerosi combattimenti all’arma bianca.

Il che ovviamente per un esperto risulta una mera semplificazione, ma serve a fissare almeno qualche punto fermo per tutti coloro che ancora faticano ad individuare il genere di fantasia eroica.

Ora, veniamo a noi.

Probabilmente suggestionati dalla saga di Conan, di Robert E. Howard(2), Frank Frazetta e James Silke ambientano il loro romanzo nei territori dove ora si trovano la Sicilia, Malta e Maiorca in un’epoca preistorica (e pseudo-storica) in cui il Mar Mediterraneo è completamente asciutto e in luogo di esso vi è un’immensa pianura chiamata il Grande Bacino della Foresta. Qui, i Kitzaak, un invincibile esercito di nomadi (che ricordano i mongoli), guidato dal comandante Klang, che viene da oriente e che ha già sottomesso gran parte del mondo conosciuto, vuole conquistare con il ferro e il fuoco queste popolazioni, schiavizzandole.

L’orda di invasori tuttavia non ha fatto i conti con Gath di Baal, possente guerriero che appartiene alle tribù delle foreste. Il nostro è dotato di abilità marziali incredibili, una forza disumana ed è invulnerabile poiché è riuscito a rubare l’elmo cornuto di Shalamard, creato con un’antica formula magica dai demoni tiranni e da divinità blasfeme. Ma il predetto oggetto non garantisce al suo possessore solo enormi poteri soprannaturali, al contrario è maledetto e colui che lo indossa è destinato a morire attraverso atroci sofferenze. Tale elemento può essere stato ispirato dal mistero de La Maschera di Ferro, che ha condotto anche Alexandre Dumas a scrivere Il visconte di Bragelonne(3).

Per quanto concerne i personaggi, quello che è maggiormente sviluppato è Gath. Il barbaro rappresenta il tipico eroe di spada e stregoneria. E’ un reietto che vive nella foresta ed è diffidente nei confronti dei suoi simili. Non è mosso da grandi ideali, ma è un misantropo che ama vivere in solitudine con il suo lupo nei boschi. La sua abilità di combattente gli attira inimicizie e molti vogliono che si aggreghi al loro esercito, atteso che la suo potere preternaturale può sovvertire l’andamento di una guerra. Nondimeno occorre rilevare che Gath, come il ben più famoso Cimmero, non agisce con crudeltà nei confronti dei suoi simili e ha un suo codice morale.

Un altro personaggio affascinante è Cobra. Si tratta di una donna-serpente, dotata di poteri magici e devota al Signore della Morte, divinità infernale che vive nel cono di un vulcano attivo. Le sue abilità stregonesche sono pari solo alla sua bellezza prorompente che la conducono a circuire anche Gath e ad essere posseduto da una deità ancestrale.

Mi preme anche far notare che ne Il segno dell’elmo Frank Frazetta e James Silke, molto prima del grimdark fantasy di Joe Abercrombie e G.R.R. Martin, vengono inserite scene di stupri, luridume, torture, violenza, ovvero circostanze che rendono assai tetra e realistica la narrazione.

Un altro aspetto di questo romanzo che balza agli occhi è l’ambientazione mediterranea e preistorica.  A differenza di molti autori odierni che non fanno altro che riproporre un setting pseudo-medievale ed europeo, ormai trito e ritrito, gli Autori si avventurano nella descrizione della nostra Terra in periodo in cui la civiltà umana era agli albori e il pianeta era ancora popolato da esseri mostruosi e aberranti. Tra essi meritano di essere menzionati gli alligatori grandi come elefanti, i serpenti giganti e i ragni carnivori. Inoltre non mancano nemmeno gli uomini rettile, peraltro presenti nelle leggende di tutte le popolazioni mondiali. Al riguardo, la mitologia greca ci parla di Cecrope, figlio della Madre Terra, metà uomo e metà serpente, che prese in moglie la figlia di Atteo (primo re dell’Attica), riconobbe i diritti della paternità e abolì alcuni sacrifici cruenti(4).

La magia gioca un ruolo fondamentale in questo romanzo, atteso che la storia ruota attorno all’elmo cornuto e ai suoi poteri soprannaturali. Ma non solo. Vi sono svariate circostanzi nelle quali stregonerie ed elementi fantastici fanno la loro apparizione senza per questo motivo rendere infantile, ridicola e meno realistica la vicenda.

Debbo osservare che il lavoro di world building è meticoloso, come pochi altri. Paradigmatica è la raffigurazione della costruzione della fortezza del Signore della Morte, realizzata su un cono di un vulcano attivo, così come quella relativa alla Grande Foresta. Anche ai particolari viene assegnata importanza posto che si hanno ottime descrizioni dell’abbigliamento della popolazione e delle armi utilizzate dai vari eserciti.

Come già ricordato dianzi, il ritmo è rapido e la trama articolata. Molteplici combattimenti, battaglie e capovolgimenti di fronte non concedono al lettore alcuna pausa e garantiscono un divertimento senza eguali.

Viene da sorridere pensando che taluni commentatori abbiano ritenuto che Il segno dell’elmo di Frank Frazetta e James Silke sia un romanzo di second’ordine. Per quanto mi riguarda, questo libro risulta essere di gran lunga superiore ai molti presenti sugli scaffali delle nostre librerie e vi assicuro che la sua lettura non potrà che esaltarvi.

Francesco La Manno

 

Note:

  1. Per la definizione di sword and sorcery si veda l’introduzione di Lin Carter in: LIN CARTER, Heroic fantasy. Il meglio della fantasia eroica moderna, a cura di Lin Carter, in Enciclopedia della Fantascienza 4, Fanucci, Roma, 1979.
  2. Per tutti i cicli di Conan il Cimmero si veda la raccolta dei suoi racconti originali in ordine cronologico: ROBERT ERVIN HOWARD, Il Ciclo di Conan. Tomo I e II, in Tutti i cicli fantastici, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Newton Compton, Roma, 1995.
  3. ALEXANDRE DUMAS, Il visconte di Bragelonne, Newton Compton, 2007, Roma.
  4. ROBERT GRAVES, I Miti Greci, Longanesi, Milano, 2012, p. 85.

 

Frazetta_studioAutore: Frank Frazetta (Brooklyn, 9 febbraio 1928 – Fort Myers, 10 maggio 2010) è stato un illustratore, pittore, scultore e autore di fumetti statunitense specializzato nell’arte fantasy e fantascientifica.

Frazetta è nato e cresciuto a Brooklyn (New York). All’età di otto anni, con l’insistenza dei suoi insegnanti, i genitori di Frazetta lo iscrissero alla Brooklyn Academy of Fine Arts. Frequentò l’accademia per otto anni sotto la tutela di Michael Falanga, un artista italiano vincitore di vari premi. Falanga rimase innamorato dal significante talento di Frazetta. Le abilità del ragazzo fiorivano con Falanga, che sognava di mandarlo in Europa, a sue stesse spese, per far progredire i suoi studi. Sfortunatamente, Falanga morì improvvisamente nel 1944 e con lui il suo sogno. Come la scuola finì, circa un anno dopo la morte di Falanga, Frazetta fu forzato a cercare lavoro per guadagnarsi da vivere.

A 16 anni, Frazetta iniziò a disegnare come fumettista per vari temi: western, fantasy, gialli, storici ed altri temi di fumetteria contemporanei. Alcuni dei suoi primi lavori furono per fumetti di animali parlanti, che firmava col nome di “Fritz”. Durante questo periodo rinunciò a lavori offertigli da giganti, uno tra tutti Walt Disney. Nei primi anni cinquanta lavorò per la EC Comics e per la DC Comics (tra i suoi disegni il supereroe Cavaliere splendente), la Avon e varie altre compagnie del campo. La maggior parte del suo lavoro nel campo dei fumetti fu eseguito in collaborazione coi suoi amici Al Williamson e Roy Krenkel.

Attraverso il lavoro sulle copertine di Buck Rogers per la Famous Funnies, Frazetta iniziò a lavorare con Al Capp sul suo Li’l Abner. Frazetta stava anche producendo la sua linea di fumetti, Johnny Comet, così come stava assistendo Dan Barry sul giornaliero Flash Gordon. Nel 1961, dopo nove anni con Capp, Frazetta ritornò ai fumetti regolari. Avendo emulato lo stile di Capp per così tanto tempo, lo stesso lavoro di Frazetta durante questo periodo sembrava un po’ maldestro rispetto al suo vero stile, impaziente di emergere.

Nel 1964, i disegni di Frazetta di Ringo Starr per Mad Magazine catturarono gli occhi degli United Artists studios. Fu avvicinato per fare i poster per Ciao Pussycat e guadagnò il suo stipendio di un anno in un pomeriggio. Realizzò diversi altri poster cinematografici. Frazetta iniziò anche a produrre dipinti per edizioni stampate di libri d’avventura. Le sue copertine per la collezione di libri sword and sorcery Conan di Robert E. Howard e L. Sprague de Camp (1966) creò scalpore – molte persone comprarono il libro solo per la sua copertina. Questa interpretazione di Conan essenzialmente ridefinì il genere dello Sword and sorcery visibilmente ed ebbe un’enorme influenza sulle successive generazioni di artisti. Da questo punto in poi, il lavoro di Frazetta fu di gran richiesta. Durante questo periodo realizzò anche copertine per le edizioni stampate dei classici di Edgar Rice Burroughs, come quelli su Tarzan e John Carter di Marte. Realizzò anche varie illustrazioni a inchiostro per molti di questi libri.

Da questo momento la maggior parte del lavoro di Frazetta fu di natura pubblicitaria, realizzando disegni e illustrazioni per poster cinematografici, copertine e calendari. Molti dei suoi disegni non furono commissionati ma ciò nonostante divennero altamente ricercati commercialmente.

Il lavoro di Frazetta è stato per lungo tempo ammirato da molte personalità hollywoodiane. Clint Eastwood, George Lucas, Steven Spielberg e Sylvester Stallone sono fan e amici di Frazetta e molti di loro gli hanno commissionato lavori per i loro progetti cinematografici.

Durante gli anni settanta e ottanta molti artisti cominciarono ad emulare lo stile artistico di Frazetta aggiungendo disegni sui pannelli esterni ad un bus o sui muri. I murali spesso dipingevano maghi e streghe, e furono la forma successiva di personalizzazione dopo il fiammante stile fumettistico degli anni cinquanta e sessanta.

Una volta assicuratosi una reputazione, gli studi cinematografici iniziarono a provare ad attirarlo per farlo lavorare sui film d’animazione. La maggior parte, comunque, avrebbe dato lui solo la partecipazione con il proprio nome, la maggior parte del controllo creativo sarebbe stata destinata ad altri. Alla fine, nei primi anni ottanta, gli venne fatta un’offerta con un suo controllo creativo maggiore. Frazetta lavorò con il produttore d’animazione Ralph Bakshi al soggetto di Fire and Ice – Fuoco e ghiaccio, realizzato nel 1983. Molti dei protagonisti e la maggior parte della storia furono creazioni di Frazetta. Il film fu segnato da una delusione commerciale, comunque, dato che l’immaginario di Frazetta non poteva essere sufficientemente rappresentato attraverso le tecnologie ed i metodi di allora. Ben presto, Frazetta tornò alle sue radici di disegnatore ed illustratore.

I lavori di Frazetta sono stati usati da un gran numero di artisti come copertine per i loro album musicali. I primi due album di Molly Hatchet (The Death Dealer e Dark Kingdom); il secondo album dei Dust (Hard Attack); i Nazareth usarono “The Brain” per il loro album del 1977 (Expect No Mercy). Frazetta creò anche copertine artistiche nuove di zecca che apparirono su Buddy Bought The Farm, il secondo album dei The Dead Elvi. Recentemente, i Wolfmother hanno usato The Sea Witch come copertina per il loro album di debutto omonimo. Questi hanno anche usato i disegni di Frazetta per le copertine dei loro singles e per alcuni dei loro prodotti, come t-shirt.

Il lavoro su fumetto di Frazetta è comunque difficile da trovare. I fumetti cambiarono durante il suo periodo con Capp ed il suo stile era profondamente antiquato. Alla fine si unì a Harvey Kurtzman nella realizzazione della parodia Little Annie Fanny sul magazine Playboy. (Tratto da Wikipedia)

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