Recensione: “Sangue ancestrale” (2016) di Andrea Oliva

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Titolo: Sangue ancestrale

Autore: Andrea Oliva

Editore: Leone

Collana: Sàtura

Genere: fantasy storico/sword and sorcery/sandalpunk

Pagine: 320

Data di pubblicazione: 2016

Prezzo: € 12,99

Trama: In una Roma cruda e violenta che cade a pezzi, un’ombra antica migliaia di anni rischia di tornare in vita, alimentata dalla brama di morte degli uomini. Un’antica dinastia in decadenza conosce bene il demone che si sta risvegliando. L’unico in grado di sconfiggerlo è Ernaco, il figlio del re del terrore Attila, colui che sta portando la devastazione nell’impero romano.

Commento:

Sangue ancestrale è un romanzo fantasy storico/sword and sorcery di Andrea Oliva, pubblicato da Leone Editore nel 2016, con profonde contaminazioni sandalpunk.

L’Autore realizza un accurato lavoro di ricerca poiché descrive in maniera vivida il periodo delle invasioni barbariche dell’Impero Romano d’Occidente, che va dal 449Impero_d'Occidente_445 d.C. sino al 476 d.C. (anno della sua caduta), per arrivare al 503 d.C..

Il contesto nel quale veniamo calati è desolante, decadente, pregno di nefandezze e luridume. I fasti di Roma sono lontani. Continue congiure di palazzo hanno minato la legittimità politica degli imperatori, i quali vengono destituiti e uccisi dai loro generali. Inoltre, a causa della immane pressione dei barbari sui confini, l’esercito non riesce più a garantire la sicurezza dell’Impero e pertanto si è costretti ad accettare queste popolazioni all’interno dei territori, in qualità di foederati.

1461318299Come se non bastasse, una nuova minaccia si leva da oriente. Attila, re degli unni, ha sottomesso tutte le popolazioni barbariche, creando l’Impero delle Steppe e, con i suoi temibili arcieri a cavallo, si dirige verso Roma, allo scopo di conquistarla e di impalmare Onoria, sorella dell’imperatore Valentiniano III.

Solo un uomo si erge a difesa dell’Urbe: Flavio Ezio, Magister Militum, che è riuscito ad organizzare un esercito di mercenari barbari, con lo scopo di arrestare l’avanzata del flagello di Dio.

Oltre a quelli già citati, alla vicenda prendono parte numerosi dei principali protagonisti degli eventi storici dell’epoca come: re Ardarico, re Odoacre, re Edeco, Ricimero, Petronio Massimo, Romolo Augusto e Papa Leone Magno.

Il protagonista è Ernaco, figlio di Attila, nelle cui vene scorre il sangue ancestrale, ovvero quello degli iperborei che per secoli hanno guidato la razza umana, fino a quando un cataclisma ha cancellato per sempre la loro civiltà. Nondimeno alcuni abitanti di Iperborea si sono salvati e hanno continuato a mantenere le loro conoscenze, celandosi alla masse e operando in svariate organizzazioni segrete in cui vi sono peculiari mansioni: Custodi, Guardiani, Tecnocrati, Gran Madre, Gran Maestro e Divino.

La sapienza degli iperborei è immane e riguarda sia la magia che una tecnologia estremamente avanzata in grado di mutare le sorti del destino. Ed è proprio il destino degli umani ad essere in gioco, atteso che il Drakon, un demone, sta dragon_illustration_by_joaskleineart-d5rkbtma mano a mano estendendo il suo potere sulla Terra, con l’obiettivo di distruggerla. Per compiere questo atto empio, la creatura infernale può ricorrere ai fomori e alla possessione diabolica dell’anima di importanti personaggi storici dell’epoca.

Ernaco ha come obiettivo quello di arrestare l’inesorabile avanzata di questi mostri e di salvare l’umanità dall’oblio. Tuttavia questa condizione non viene accettata di buon grado dal giovane, che si rende prima riluttante a perseguire questo scopo e poi si tormenta per il suo destino. Nondimeno avrà alcuni maestri/amici ad affiancarlo nell’impresa Bjorn, un guerriero barbaro e Anteo Cornelio Aspare, un nobile romano.

Devastanti battaglie e feroci combattimenti vengono descritti da Andrea Oliva senza lesinare i dettagli truculenti, permettendoci di assaporare ogni istante di questi atroci conflitti. Si pensi alla Battaglia dei Campi Catalaunici e a quella del fiume Nedao.

La trama è intricata, rapida e prevede parecchi colpi di scena che desteranno suspense e divertimento nel lettore, mentre i dialoghi sono ben congeniati.

L’Autore in più riprese si sofferma, facendoci riflettere, sul tema della superstizione e dell’uso della religione, da parte dei governanti, per imbonire le masse e renderle schiave del potere.

Tutti sappiamo che scrivere un romanzo storico non è per nulla facile. Ma, a ben vedere, è molto più difficile inserire al suo interno anche valenze fantasy, mitologiche, retrofuturistiche e horror; senza creare confusione. Con Sangue ancestrale, Andrea Oliva assolve entrambi i compiti in maniera egregia, dimostrando originalità, autorevolezza e realizzando un ottimo libro di fantasia eroica che gli amanti di David Gemmell ed Harry Turtledove non possono perdere.

Francesco La Manno

Autore: Andrea Oliva è nato a Ravenna nel 1984. Ama scrivere ma soprattutto leggere. Dopo il diploma, ha frequentato a Roma un corso di scrittura creativa tenuto dai maestri sceneggiatori candidati all’oscar Giacomo e Furio Scarpelli. È appassionato di storia celtica e romana e ha studiato la Bibbia e i miti ebraici. Ama la storia dell’umanità che ritiene nasconda la chiave per scoprire il vero scopo dell’esistenza.

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