Recensione: “L’Anello del Tritone” (The Tritonian Ring, 1951) di Lyon Sprague De Camp

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Francesco La MannoL'anello del tritoneLe antiche civiltà mediterranee hanno sempre esercitato un fascino notevole, e questo romanzo di fantascienza eroica ci offre una personalissima ricostruzione di quelle epoche lontane. Non si tratta – è chiaro – del ritratto paludato che ci insegnano a scuola (taluni archeologi, anzi, dissentirebbero vigorosamente), né del mondo che affiora nei poemi omerici (anche se Omero avrebbe potuto trarne molti spunti interessanti). Si tratta di puro De Camp, più divertente che mai, e della sua inedita testimonianza su vari misteri storici come, ad esempio: 1) le dottrine del primo filosofo, Rethilio di Sederado; 2) la scoperta del ferro, opera di tale Fekata di Gbu, fabbro di villaggio; 3) la strana scomparsa dei tre noti incantatori Nichok, Kurtevan e Awoqqas del Belem… Cade la notte sul continente sommerso di Poseidonis, e l’immagine di Gra, la strega, si disegna nel fumo.– Spiegaci come vincere i gorgoniani – le chiede il mago di corte, e l’immagine risponde: – Inviate il principe Vakar a cercare la cosa più temuta dagli dèi. Ottimo consiglio, pensa l’interessato, ma piuttosto vago: qual è la “cosa” richiesta? Iniziano così le avventure del principe filosofo costretto a diventare un eroico guerriero dell’Età del bronzo. Nella ricerca incontrerà pericoli e seduzioni d’ogni genere, naturali e sovrannaturali, fino a scoprire che i suoi veri nemici sono gli stessi dèi, contro i quali c’è una sola difesa: l’anello del tritone.

Titolo: L’Anello del Tritone | Titolo originale: The Tritonian Ring | Serie: Ciclo di Pusadian | Autore: L. Sprague De Camp | Edizioni Italiane del romanzo QUI | Tutte le edizioni del romanzo QUI | Pagine: 212 | Data di pubblicazione: 1951 | Data di pubblicazione italiana: 1973

The Tritonian ringL’Anello del Tritone è un romanzo fantasy/sword and sorcery di L. Sprague De Camp, appartenente al Ciclo di Pusadian, pubblicato sul mercato americano nel 1953 dalla Twayne, mentre in Italia è uscito solo nel 1973, grazie alla Nord (Fantacollana n. 2).

Il Ciclo di Pusadian (conosciuto anche come Ciclo di Poseidonis) comprende molteplici scritti che rappresentano un omaggio alla serie di Conan, di Robert E. Howard. Nondimeno De Camp ha una profonda conoscenza dell’antropologia, della mitologia greca, della storia antica e della geografia che utilizza per costruire un setting più credibile di quello del maestro di Cross Plains.

Il romanzo in argomento è ambientato sulla Terra nel periodo dell’ultima glaciazione e pertanto prima della nascita della civiltà egizia. In quell’epoca preistorica Eurasia e Africa erano unite, formando un solo continente e Atlantide, secondo le leggende, non era ancora sprofondata. A dispetto di ciò, l’Autore adotta una tecnologia simile a quella delle popolazioni mediterranee nell’età del bronzo; così come i loro usi e costumi.

La vicenda ci viene narrata in terza persona e ha ad oggetto le avventure di Vakar, principe del Lorsk, il quale viene inviato dal padre in una missione segreta, al fine di trovare l’oggetto che può cagionare nocumento agli dei. Costoro, venuti a conoscenza del fatto che dal Lorsk proviene un grave pericolo che può annientarli per sempre, decidono di distruggerlo mediante sprofondamento nel mare.

Il protagonista nel corso delle sue peripezie si troverà non solo ad incrociare la sua spada contro arcigni guerrieri, ma dovrà affrontare anche stregoni, serpenti enormi, granchi giganti, acefali, meduse, uomini scimmia, oltre ad altre innumerevoli mostruosità orripilanti.

Invero, ciò che Vakar cerca non sono le grandi imprese, bensì la possibilità di compiere in santa pace i suoi studi filosofici, di godere dei piaceri della vita e di condurre un’esistenza tranquilla; anche se tale scelta gli è preclusa a causa del rango che occupa.

THTRTNNRNG1978Ne discende che il suo profilo psicologico è atipico rispetto agli altri antieroi dello sword and sorcery. Ad esempio Conan non ha alcun interesse per la cultura in generale e il suo obiettivo è quello solo di razziare e conquistare denaro e potere. Solomon Kane vive per combattere il male sulla Terra in ogni sua forma. Jirel di Joiry di C.L. Moore in più di un’occasione affronta creature mostruose e viaggi interdimensionali per salvare i suoi soldati.Il Fafhrd e il Gray Mouser di Fritz Leiber sono dei cinici ladri, banditi, giocatori d’azzardo e opportunisti. SoloElric di Melnibonè di Michael Moorcock, tra i vari personaggi della spada e stregoneria, può essere in qualche modo assimilato a Vakar, anche se il principe albino è pessimista e depresso.

Per quanto concerne la storia, oltre ai classici combattimenti all’arma bianca e alle donne procaci, viene dato spazio all’umorismo. I dialoghi sono ben strutturati e talvolta comprendono battute salaci ed esilaranti che riescono ad entusiasmare anche il lettore più glaciale.

Benché vi siano uno stuolo di creature mostruose che prendono parte alla vicenda non hanno nulla a che vedere con quelle dei miti norreni triti e ritriti, che ci propina il mercato del fantasy odierno.

Qui, non si trovano fatine, troll, elfi, nani e orchi. Siete avvisati.

Ciò non toglie che la magia giochi un ruolo fondamentale nella storia; il che dimostra la possibilità di scrivere un romanzo di ottimo livello, inserendo il soprannaturale senza cadere nella banalità.

Se non avete ancora letto L’Anello del Tritone di L. Sprague De Camp, dovete farlo assolutamente, perché  questo libro è una pietra miliare nel genere di sword and sorcery, atteso che vi sono numerosi elementi di grande pregio che risultano originali ancora oggi.

Francesco La Manno

L’AUTORE

Lyon Sprague de Camp (New York, 27 novembre 1907 – Plano, 6 novembre 2000) è stato uno scrittore statunitense. Nella sua carriera, durata oltre cinquant’anni, ha scritto libri di vario genere, soprattutto romanzi di fantascienza e fantasy, ma anche opere non di genere e saggistica, come biografie di importanti autori fantasy. De Camp nacque a New York City.Dopo aver studiato come ingegnere aeronautico, si laureò al California Institute of Technology nel 1930 e conseguì un Master’s degree (equivalente alla laurea magistrale italiana) in ingegneria allo Stevens Institute of Technology nel 1933. Si sposò con Catherine Crook de Camp nel 1940 e con lei collaborò a numerosi progetti, a partire dagli anni sessanta. Durante la seconda guerra mondiale de Camp lavorò al Philadelphia Naval Shipyard con due altri futuri scrittori di fantascienza: Isaac Asimov e Robert A. Heinlein. Con loro fu uno degli autori di punta dell’Età d’oro della fantascienza. Raggiunse il grado di tenente di vascello nella Naval Reserve. Fece parte del club letterario maschile noto come Trap Door Spiders, che più tardi fu di ispirazione per i Black Widowers (Club dei Vedovi Neri), un gruppo di persone dedite a risolvere gialli e misteri che fu il filo conduttore di svariati racconti di Isaac Asimov. Lo stesso de Camp fu d’ispirazione per il personaggio di Geoffrey Avalon. Fu anche membro del Swordsmen and Sorcerers’ Guild of America (SAGA), un gruppo di scrittori fantasy fondato negli anni sessanta; alcune opere del gruppo furono poi raccolte nelle antologie Flashing Swords!, curate da Lin Carter. Oltre a scrivere fantascienza, de Camp fu anche biografo di Robert Ervin Howard e di H. P. Lovecraft. I de Camp si trasferirono poi a Plano, Texas nel 1989, dove de Camp morì il 6 novembre 2000, sette mesi dopo la morte della moglie che gli era stata a fianco per oltre sessant’anni. Morì il giorno in cui lei avrebbe compiuto gli anni, tre settimane prima del proprio 93º compleanno. Le sue ceneri vennero deposte, con quelle della moglie, all’Arlington National Cemetery. La biblioteca personale di de Camp, forte di circa 1200 volumi, fu venduta all’asta da Half Price Books nel 2005. La collezione comprendeva libri scritti da lui stesso e da scrittori amici suoi, come Isaac Asimov e Carl Sagan.

Articolo di Francesco La Manno creatore e amministratore del blog Hyperborea – La fonte dell’articolo originale potete trovarla al link: http://panopticonitalia.blogspot.it/2016/02/la-caduta-dellirminsul-enchiridion-di.html#more

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