Recensione: “La Leggenda di Conan il Cimmero” & Il “Regno di Conan il Grande” di Robert Ervin Howard

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Giovanni Luisinordgon1La Leggenda di Conan il Cimmero

  1. Mappa (autore: Alessandro Bani)
  2. Presentazione (autore: L. Sprague de Camp)
  3. Introduzione (autore: Robert E. Howard)
  4. L’Era Hyboriana (The Hyborian Age, 1936) – prima parte
    Conan!
  5. “La «cosa» nella cripta” (“The “Thing” in the Crypt”, 1967 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
  6. “La torre dell’elefante” (“The Tower of the Elephant”, 1933)
  7. “Il palazzo dei morti” (“The Hall of the Dead”, 1967 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
  8. “Il dio nell’urna” (“The God in the Bowl”, 1952)
  9. “Gli intrusi a palazzo” (“Rogues in the House”, 1934)
  10. “La mano di Nergal” (“The Hand of Nergal”, 1967 – autore: Robert E. Howard, revisione di Lin Carter)
  11. “La città dei teschi” (“The City of Skulls”, 1967 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
    Conan di Cimmeria
  12. “La maledizione del monolito” (“The Curse of the Monolith”, 1969 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
  13. “Il dio insanguinato” (“The Bloodstained God”, 1969 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
  14. “La figlia del gigante dei ghiacci” (“The Frost Giant’s Daughter”, 1934)
  15. “La tana del serpente dei ghiacci” (“The Lair of the Ice Worm”, 1969 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
  16. “La regina della Costa Nera” (“Queen of the Black Coast”, 1934)
  17. “La valle delle donne perdute” (“The Vale of Lost Women”, 1967)
  18. “Il castello del terrore” (“The Castle of Terror”, 1969 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
  19. “Il muso nel buio” (“The Snout in the Dark”, 1969 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp e Lin Carter)
    Conan il pirata
  20. “Falchi su Shem” (“Hawks Over Shem”, 1955 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
  21. “Colosso nero” (“Black Colossus”, 1933)
  22. “Ombre al chiaro di luna” (“Iron Shadows in the Moon” / “Shadow in the Moonlight”, 1934)
  23. “La strada delle aquile” (“Road of the Eagles”, 1955 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
  24. “Nascerà una strega” (“A Witch Shall Be Born”, 1934)
    Conan lo zingaro
  25. “Lacrime nere” (“Black Tears”, 1968 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
  26. “Ombre a Zamboula” (“Man-Eaters of Zamboula” / “Shadows in Zamboula”, 1934)
  27. “Il diavolo di ferro” (“The Devil in Iron”, 1934)
  28. “Il pugnale di Fiamma” (“The Flame Knife”, 1955 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
    Conan l’avventuriero
  29. “Gli accoliti del cerchio nero” (“The People of the Black Circle”, 1934)
  30. “L’ombra che scivola” (“Xuthal of the Dusk” / “The Slithering Shadow”, 1933)
  31. “I tamburi di Tombalku” (“Drums of Tombalku”, 1966 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
  32. “Lo stagno dei neri” (“The Pool of the Black One”, 1933)
  33. Conan il bucaniere (Conan the Bucaneer, 1971 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)

Editore: Editrice Nord, Milano  | Collana: Grandi Opere Nord [15]  | Anno: ott 1989  | Edizione: 1°  | Formato: In 12°  | Totale pagine: XX + 786 (+6) | Autore/i: Robert E. Howard, L. Sprague de Camp e Lin Carter | Traduzione/i: Roberta Rambelli, Giusi Riverso, Gaetano Luigi Staffilano | Copertina: Oliviero Berni | Illustrazioni: Alessandro Bani

nordgon2Il Regno di Conan il Grande

  1. Mappa (illustrazione di Alessandro Bani)
  2. Presentazione (autore: L. Sprague de Camp)
    Conan il guerriero
  3. “Chiodi rossi” (“Red Nails”, 1936)
  4. “Le gemme di Gwahlur” (“Jewels of Gwalhur”, 1935)
  5. “Oltre il fiume nero” (“Beyond the Black River”, 1935)
    Conan l’usurpatore
  6. “Il tesoro di Tranicos” (“The Treasure of Tranicos” / “The Black Stranger”, 1953 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
  7. “Lupi oltre la frontiera” (“Wolves Beyond the Border”, 1967 – autore: Robert E. Howard, revisione di L. Sprague de Camp)
  8. “La fenice sulla lama” (“The Phoenix on the Sword”, 1932)
  9. “La cittadella scarlatta” (“The Scarlet Citadel”, 1933)
  10. Conan il conquistatore (The Hour of the Dragon / Conan the Conqueror, 1935-1936)
  11. Conan il vendicatore (The Return of Conan, 1957 / Conan the Avenger, 1968 – autori: Björn Nyberg e L. Sprague de Camp)
  12. Conan di Aquilonia (Conan of Aquilonia, 1977 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
    • “La strega delle Brume” (“The Witch of the Mists”, 1972)
    • “La nera sfinge di Nebthu” (“Black Sphinx of Nebthu”, 1973)
    • “La luna rossa di Zembabwei” (“Red Moon of Zembabwei”, 1974)
    • “Ombre nel teschio” (“Shadows in the Skull”, 1975)
  13. Conan delle isole (Conan of the Isles, 1968 – autori: L. Sprague de Camp e Lin Carter)
  14. La fine dell’Era Hyboriana (The Hyborian Age, 1936) – seconda parte

Editore: Editrice Nord, Milano  | Collana: Grandi Opere Nord [16] | Anno: ott 1989  | Edizione: 1° | Formato: In 12°  | Totale pagine: VIII + 798 (+6) | Autore/i: Robert E. Howard, L. Sprague de Camp, Lin Carter e Björn Nyberg | Traduzione/i: Giampaolo Cossato, Roberta Rambelli, Giusi Riverso, Sandro Sandrelli, Gaetano Luigi Staffilano, Riccardo Valla | Copertina: Oliviero Berni | Illustrazioni: Alessandro Bani

Molte persone fanno risalire l’origine della Fantasy a Tolkien, che in effetti cominciò a scrivere il background del Signore degli Anelli nel 1917, quando si trovava ancora nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. Ma i primi lavori pubblicati sul Fantasy sono assai precedenti: Tarzan e i romanzi di John Carter di Marte e Carson di Venere (Fantasy a tutti gli effetti)sono stati scritti negli anni Dieci da Burroughs, e ci sono altri autori, come Clark Ashton Smith, che hanno fatto altrettanto. Ma la vera Sword&Sorcery ha un solo padre: Robert Ervin Howard. Nel 1926 egli iniziò a scrivere storie di Conan, continuando fino alla sua morte nel 1936 (ahimè a soli 30 anni). Oltre ai molti racconti e ad un unico romanzo, Howard ha lasciato anche diversi soggetti e storie incomplete; il personaggio però non si affermò per molto tempo, considerato un prodotto di serie B da riviste Pulp, finchè il successo letterario di Tolkien permise la rivalutazione del lavoro di Howard. Conan divenne famoso negli anni sessanta, riscoperto da Lin Carter e Lyon Sprague DeCamp, che svilupparono i soggetti e le storie incomplete, dando ai racconti una precisa cronologia ed un’organizzazione logica; molto del successo della nuova edizione di Conan fu dovuto alle evocative copertine dei libri, splendidamente illustrate dall’artista italo-americano Frank Frazetta, che per primo definì l’aspetto del barbaro rendendolo subito riconoscibile a tutti.

In una delle sue molte lettere (era in corrispondenza fra gli altri con H. Phillip Lovecraft) Howard disse che non aveva creato Conan ed il suo mondo: piuttosto il barbaro stesso era entrato prepotentemente nella sua vita, raccontandogli la sua storia e le sue gesta. Per giorni, settimane Howard scriveva, quasi fosse posseduto dallo spirito di questo barbaro che, più di ogni altro, rappresenta la Fantasy Eroica fatta di gesti eclatanti, quasi a rinverdire i fasti della mitologia greca e di Ercole.

Le storie raccolte in questo libro furono scritte senza ordine logico dallo scrittore texano, proprio perchè, come quando una persona vera racconta episodi della sua vita, tende a saltare di palo in frasca; Carter e Sprague DeCamp le hanno invece ordinate in modo cronologico, rendendole organiche e completando dove possibile le storie incomplete o sviluppando in forma di racconto i soggetti solo abbozzati.

Il lettore potrà così seguire Conan dalla sua fanciullezza (quando riceverà una profezia sulla sua futura grandezza) fino all’adolescenza ed all’età adulta; il barbaro sarà ladro, mercenario, pirata e soldato, e i racconti si concluderanno con Conan ormai re di Aquilonia che lasciato il trono a suo figlio, parte per un’ultima appassionante avventura.

Quello che colpisce in questi racconti è lo stile di Robert Howard, fresco ed appassionante come quello dei romanzi moderni seppur scritto negli anni trenta, la cura con cui ha costruito un mondo dettagliato coi suoi popoli ed una sua ben connotata geografia: Ophir, Aquilonia, Nemedia, Koth, Stygia, Hyrkania, Zamora, nomi magari mutuati o storpiati dalla storia, ma che Howard aveva saputo fornire di dettagli ricchi ed appassionanti. Un’altra costante dei racconti di Howard è che per lui la barbarie è la condizione naturale dell’uomo, a cui esso spontaneamente ed istintivamente tornerà: Conan è infatti la quintessenza di una barbarie idealizzata, dotata di basilari e primitive leggi e codici d’onore, ma incapace di adagiarsi sull’ipocrisia e la mollezza della vita civilizzata. Conan vince spesso con la forza dei muscoli (anche se non è stupido) contro i mostri che si trova ad affrontare (alcuni retaggio dei tempi dei Grandi Antichi di Lovecraftiana memoria), che normalmente fanno un sol boccone delle persone civilizzate, che hanno perduto la loro forza ed il loro istinto bestiale di sopravvivenza. Soprattutto Conan vince contro i maghi (Toth Amon è la sua principale nemesi) che rappresentano invece la quintessenza della civiltà, basata sul ragionamento e lo studio, ma anche su compromessi, ipocrisie e crudeltà.

Un’altra piacevole costante dei racconti di Conan sono le donne: tutte bellissime, spesso in pericolo e quindi salvate dal nostro eroe, con cui alla fine farà sempre del sano sesso (anche con le poche avventuriere che incrocerà, come Valeria e Belit), ponendosi decisamente al di sopra della maggioranza degli altri eroi fantasy, spesso monogami o senza donne. Non c’è sciovinismo o minor considerazione per le donne in se: Howard è convinto che siano fiori preziosi da difendere e curare, da corteggiare e non prendere con la forza, e in effetti Conan, per quanto barbaro, non costringe mai nessuna delle sue partner ad avere rapporti con lui. Le donne di questo mondo fantasy trovano infatti Conan irresistibile proprio per la sua schiettezza e mancanza di civilizzazione (oltre naturalmente al fatto che è un bell’uomo muscoloso e nerboruto).

Raccontare la trama dei racconti è impossibile, vista la quantità e varietà delle storie; rimangono impressi alcuni per la particolare riuscita delle trovate e dei personaggi. I migliori a mio giudizio sono “La Torre dell’Elefante”, “Chiodi Rossi” e”La Fenice sulla Spada”, ma tutti e due i volumi della raccolta sono stracolmi di idee, ambientazioni e personaggi che faranno felici ogni Master di D&D ed ogni cultore di Fantasy che si rispetti.

Giovanni Luisi

Per l’elenco dei contenuti dei volumi si ringrazia: http://www.librihowardiani.altervista.org/

 

Robert E.HowardL’AUTORE

Robert Ervin Howard (Peaster, 22 gennaio 1906 – Cross Plains, 11 giugno 1936) è stato uno scrittore statunitense. Viene considerato uno dei padri della moderna heroic fantasy, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura dell’orrore e grande interprete del romanzo d’avventura. Il suo personaggio di maggior successo è Conan il barbaro, che appare in un ciclo di ventidue opere tra racconti e romanzi. Sulla vita di Howard e sulla sua breve relazione con Novalyne Price Ellis il regista Dan Ireland ha tratto, nel 1996, il film Il mondo intero, con Vincent D’Onofrio nel ruolo dello scrittore.

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