Recensione: “Kull di Valusia” di Robert Ervin Howard

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Giovanni LuisinordkulldivalusiaEsilio da Atlantide (RACCONTO BREVE, Exile of Atlantis, 1967)
Il regno fantasma (RACCONTO LUNGO, The Shadow Kingdom, 1929)
L’altare e lo scorpione (RACCONTO BREVE, The Altar and the Scorpion, 1967)
L’abisso tenebroso (RACCONTO, Black Abyss, 1967) dI Robert E. Howard, Lin Carter
Il gatto di Delcardes (RACCONTO LUNGO, Delcardes’ Cat, 1967)
Il teschio del silenzio (RACCONTO BREVE, The Skull of the Silence, 1967)
Cavalieri oltre il sorgere del sole (RACCONTO LUNGO, Riders Beyond the Sunrise, 1967) di Robert E. Howard, Lin Carter
Quest’ascia è il mio scettro (RACCONTO BREVE, By This Axe I Rule!, 1967)
Un colpo di gong (RACCONTO BREVE, The Striking of the Gong, 1967) di Robert E. Howard, LinCarter
Le spade del regno purpureo (RACCONTO LUNGO, The Swords of the Purple Kingdom, 1967)
Mago e guerriero (RACCONTO BREVE, Wizard and Warrior, 1967) dI Robert E. Howard, Lin Carter
Gli specchi di Tuzun Thune (RACCONTO, The Mirrors of Tuzun Thune, 1929)
Il re e la quercia (POESIA, The King and the Oak, 1939)
Titolo: Kull di Valusia | Autore: Robert E. Howard | Copertina: Karel Thole | Traduzione: Luigi Staffilano | Editore: Nord | Collana: Fantacollana n°9 | Genere: sword and sorcery | Data di pubblicazione originale: 1967 | Edizione italiana: 1975

Robert Howard aveva una fantasia ed una creatività che ha pochi uguali nella storia della letteratura fantastica; la sua creatura più famosa, Conan il Barbaro, ha ispirato molti dei moderni autori di Fantasy, e creato il genere della Sword and Sorcery, in quegli anni ’30 così ricchi di grandi e fantasiosi autori, da Burroughs a Lovecraft fino a giungere al sommo vate Tolkien.

Prima di sviluppare le storie del barbaro Cimmero, il suo personaggio più maturo e completo, Howard aveva creato molti altri personaggi, tutti suoi Alterego, che aveva sviluppato come idealizzazioni fantasiose del suo vero io, anticipando e nobilitando la categoria degli odierni giocatori di ruolo. Fra di loro, oltre a Solomon Kane, rimane un gradino sopra gli altri Kull di Valusia, il prototipo di Conan e quindi proprio della Heroic Fantasy e della Sword and Sorcery: Kull è un barbaro atlantideo, che vive in un epoca dimenticata dall’umanità e vagamente ricordata solo nelle leggende, un’era distante ventimila anni nel passato di cui non sono rimaste tracce, dove ancora vivono antiche e maligne divinità, creature mostruose, infide razze di Uomini Serpente e Maghi non morti di rara malvagità.

Il protagonista di questi dodici racconti e di una poesia, raccolti dalla Nord in un unico volume, rappresenta la purezza della barbarie, vista da Howard come la condizione naturale dell’umanità: Kull è rozzo, incapace di doppiogiochismo e di falsità, non abituato alle comodità ed alle mollezze della cosiddetta “Civiltà”. Ma proprio per questo, come per Conan, egli è più nobile e degno: la sua parola è unica, inamovibile e scritta nella roccia, la sua forza erculea, la sua volontà ferrea e dominante.

kullScacciato dalla sua tribù per aver cercato di salvare una ragazza creduta una strega, Kull finirà prima schiavo rematore su una galea Lemuriana, poi gladiatore nelle arene di Valusia, il regno dominante di questa Terra preistorica (cioè precedente alla Storia ufficiale), fino a divenire guerriero mercenario nei ranghi dell’esercito ed infine Generale. Onorato come eroe e salvatore di Valusia, egli affronterà il tirannico Re Borna e in duello sanguinoso rimedierà la caratteristica cicatrice che gli segna il volto, ma anche la corona.

Sebbene barbaro ignorante, Kull si dimostrerà un Re ben più degno dello spodestato e crudele Valusiano; egli rappresenterà anzi l’unico fiero e indomabile baluardo contro due incombenti minacce che rischiano di sottomettere l’Umanità ad un periodo di schiavitù e malvagità senza precedenti. Provenienti da un’antica Era precedente, in cui gli uomini ancora semicivilizzati li avevano vinti e scacciati, stanno tornando gli Uomini Serpente, creature demoniache capaci di duplicare l’aspetto fisico delle loro ignare vittime, che tramano nell’ombra per ritornare dominatori del Pianeta. E, soprattutto, c’è Thulsa Doom, un potente Liche che sotto mentite spoglie tesse infidi intrighi per strappare la corona a Kull e divenire Re di Valusia.

Kull viene sottovalutato dai suoi nemici, perchè barbaro, ignorante e incapace di infrangere la parola data; ma trappole, tranelli e tentativi di omicidio che basterebbero ad eliminare un uomo normale non sono sufficenti ad avere ragione di questo indomabile Sovrano. Memorabile la battaglia sul mare che Kull vince contro un esercito di Golem di cera, in tutto e per tutto simili ad uomini normali ma chiaramente immuni alle armi, che lui sconfigge col fuoco (“Il Gatto di Descardes”). Oppure la titanica difesa di una scalinata che compie contro una banda di venti assassini (“L’Altare e lo Scorpione”) dopo essere attirato in un tranello, o la strage di uomini serpente, che avevano assunto le sembianze dei suoi consiglieri e senatori, che compie per difendere la sua vita ed il tentativo di sostituirlo sul trono.

Peter-Tikos-King-KullPeter Tikos King KullMa sicuramente il racconto più memorabile è “Quest’ascia è il mio scettro!” (FOR THIS AXE I RULE!) in cui Kull cade vittima degli intrighi di corte dei suoi stessi amici e consiglieri, uomini come lui, e quindi teoricamente dalla parte del Bene: solo, nella sala del Trono, assediato sul suo stesso scranno come una tigre messa con le spalle al muro, il barbaro atlantideo dimostrerà che, sebbene ferito e circondato da decine di nemici, lui non regna con l’inganno o grazie alla forza delle sue guardie, ma proprio per la sua possanza personale.

In effetti, vista la quantità di trappole, tranelli e tradimenti che deve subire, gli unici sudditi veramente fedeli a Kull rimangono i sottomessi e barbari Pitti, e l’unico amico che non abbandona mai il suo fianco è Brule, la Lancia Rossa, campione della stessa tribù, ribadendo il fatto che è nella barbarie, più che nella civiltà, che secondo Howard si trova la parte più meritevole ed autentica della Razza umana. La barbarie è infatti scevra dell’ipocrisia, della doppiezza del sotterfugio, e le diatribe vengono risolte faccia a faccia, con un duello all’arma bianca in cui bisogna guardarsi negli occhi.

Se si deve trovare un difetto nelle storie di Kull, sta nella apparente ripetitività di ambientazione, con il barbarico Re impegnato continuamente a difendere il suo trono dalle trame edalle insidie dei suoi nemici. Ma lo stile di scrittura, sebbene anni ’30, rimane fresco e coinvolgente come se fosse moderno, e certamente più ricco di inventiva e creatività rispetto a tanti libri di Fantasy scritti di recente da autori meno originali ed ispirati. I racconti di Kull, per quanto non siano eccezionali come quelli scritti successivamente su Conan, sono comunque ancora appassionanti, pieni di buoni spunti ed idee interessanti anche per chi cerca idee per avventure ed ambientazioni da gioco di ruolo.

Concludo ricordando che l’intera serie di Kull di Valusia è stata pubblicata anche a fumetti, in una serie di memorabili storie pubblicate su “Il Mitico Thor” negli anni ’70 e recentemente ristampate (solo in Inglese ahimè) dalla Marvel Comics, disegnate da un ispiratissimo John Severin e scritte da Roy Thomas, che si occupò nello stesso periodo della riduzione a fumetti dei racconti di Conan.

Giovanni Luisi

Robert-E.HowardL’AUTORE

Robert Ervin Howard (Peaster, 22 gennaio 1906 – Cross Plains, 11 giugno 1936) è stato uno scrittore statunitense. Viene considerato uno dei padri della moderna heroic fantasy, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura dell’orrore e grande interprete del romanzo d’avventura. Il suo personaggio di maggior successo è Conan il barbaro, che appare in un ciclo di ventidue opere tra racconti e romanzi. Sulla vita di Howard e sulla sua breve relazione con Novalyne Price Ellis il regista Dan Ireland ha tratto, nel 1996, il film Il mondo intero, con Vincent D’Onofrio nel ruolo dello scrittore.

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