Recensione Fantasy: “Gli Inganni di Locke Lamora” (The Lies of Locke Lamora, 2006) – Serie dei Bastardi Galantuomini (The Gentleman Bastard Sequence) Volume 1 – di Scott Lynch

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gli-inganni-di-locke-lamoraPiccolo di statura, deboluccio e un po’ imbranato con la spada, Locke Lamora ha però un grande punto di forza: nessuno lo può battere quanto ad astuzia e abilità truffaldina. E benché sia vero che ruba ai ricchi nessun povero ha mai visto un soldo bucato dei suoi furti. Tutto ciò su cui mette le mani lo tiene per sé e per i Bastardi Galantuomini, la sua banda. A suo modo, Locke è il re di Camorr, una città che sembra nata dall’acqua, ornata di migliaia di ponti e di sontuosi palazzi barocchi e popolata da mercanti, soldati, accattoni e, ovviamente, ladri. In realtà, Camorr è il dominio di Capa Barsavi, perversa mente criminale, che da qualche tempo è impegnato in una lotta senza quartiere con il Re Grigio, altro personaggio decisamente poco raccomandabile. Impiccione per natura, Locke si ritrova suo malgrado in mezzo a questo scontro di titani e rischia di lasciarci le penne. Anche perché il suo misterioso passato nasconde un segreto che può mettere in pericolo l’intera nazione camorrana…

Titolo: Gli Inganni di Locke Lamora | Titolo Originale: The Lies of Locke Lamora | Autore: Scott Lynch |  Anno di Pubblicazione: 2006 | Serie dei Bastardi Galantuomini Volume I | Cartonato, Sovraccoperta: 608 pagine  | Editore: Editrice Nord | Edizione Italiana: Settembre 2007 | Collana: Narrativa Nord n°293 | ISBN-9788842914822 | Prezzo di copertina: 19,60€ | Genere: Fantasy

Devo dire che l’ho finito in una settimana e non c’è davvero male! Scott Lynch, evidentemente ispirato dalle vicende criminali che sconquassano abitualmente l’Italia, ambienta le vicende del suo romanzo in una città costruita su isole e collegata da canali e ponti barocchi di nome Camorr. Com’è facilmente intuibile per noi italiani, sia dal nome della città che dalla particolare conformazione ed aspetto, l’ambientazione Fantasy di Scott Lynch mette al centro delle sue vicende una città che è una via di mezzo fra Venezia (per aspetto) e Napoli (per organizzazione criminale). Camorr è governata all’apparenza da un’Aristocrazia di mercanti, guidata da un Duca simile al Doge di nome Nicovante; nei quartieri più popolari, però, la Legge che prevale è quella del più forte, del più astuto e truffaldino. La criminalità è diffusa e tollerata, accettata come parte naturale delle cose, e i Ladri sono organizzati in bande di “Giusti”, ognuna comandata da un “Garrista” e dai suoi fedeli sottoposti, i “pezon”.

Tutti i “Giusti”, nessuno escluso, rendono conto delle proprie malefatte e pagano tributo al “Boss”The-Lies-of-Locke-Lamora supremo di questa organizzazione camorristico-mafiosa, il Capa. Fra l’attuale Capa, di nome Vencarlo Barsavi, e gli Uomini della Legge del Duca, guidati da un misterioso personaggio noto come il Ragno e composto da una Polizia Segreta chiamata i Cannocchiali della Notte o Uomini di Mezzanotte, vige una specie di accordo o di tregua, chiamata la Pace Segreta. Secondo questo accordo, i ladri agli ordini del Capa Barsavi non devono assolutamente derubare o truffare gli aristocratici o le guardie di Camorr. Questo vuol dire che le vittime dei ladri camorrani devono, per forza di cose, essere le persone comuni o gli stranieri, almeno quelli che non sono svegli e astuti abbastanza da salvarsi dalle truffe e dai furti. Tutti i ladri di Camorr seguono la Legge dello spietato e crudele Capa Barsavi e rispettano la Pace Segreta. Anche perché chi contraddice il Capa e non paga il giusto tributo, oppure cerca di truffarlo e ingannarlo finisce sempre malissimo, nella migliore delle ipotesi morto, nella peggiore morto sotto terribili torture… Dicevo quindi che tutti i “Giusti” di Camorr rispettano l’Ordine stabilito dal Duca e dal Capa, a parte uno, il più imprendibile e abile, conosciuto come la famigerata “Spina di Camorr”. Differentemente dal ben noto Robin Hood, che ruba ai ricchi per dare ai poveri, la Spina di Camorr tiene per se e la sua banda, i Bastardi Gentiluomini, il frutto delle sue malefatte, esclusivamente commesse ai danni dei più abbienti fra gli Aristocratici di Camorr.

Ma chi è in realtà la fantomatica Spina? E’ Locke Lamora, un orfano cresciuto nei quartieri malfamati di Camorr grazie agli insegnamenti del bonario e astuto truffatore noto come Padre Catena (che finge di essere un frate santo di Perelandro, divinità della Misericordia, mentre adora maggiormente il Disonesto Tutore, il “tredicesimo” e non ufficiale dio del pantheon camorrano, composto da 12 dei). Padre Catena ha scelto di salvare Lamora dalla morte a cui l’aveva condannato il Forgialadri, uno dei garristi di Capa Barsavi. Il Forgialadri era stato il primo ad avvalersi dei servigi di Locke, ancora bambino; ma poiché il piccolo Lamora aveva dimostrato fin dalla tenera età un’astuzia criminale e truffaldina fuori dalla norma, ma soprattutto un’innata capacità di combinare guai catastrofici, il Forgialadri aveva deciso di liberarsi in un modo o nell’altro del piccolo piantagrane. Padre Catena invece ne riconosce le potenzialità, e lo inserisce nel suo gruppo di piccoli ladri, composto dai beffardi e buffoneschi gemelli Calo e Galdo Sanza e dal pingue e fortissimo Jean Tannen, normalmente gentile e bonario, ma che può trasformarsi in una micidiale macchina combattente se viene provocato sui propri sentimenti.

The-Lies-of-Locke-Lamora-USSotto la cinica, saggia e disincantata guida di Padre Catena i quattro ragazzini maturano, crescono e divengono inseparabili: c’è reale affetto fra di loro, che divengono gli scanzonati e tutto sommato simpatici Bastardi Gentiluomini. Locke non è bello o affascinante, né forte o abile come spadaccino: ma ha il carisma del capo, è amato dai suoi compagni, e soprattutto ha una stupefacente capacità nel creare piani e truffe dalla micidiale efficienza. E come spesso succede agli eroi, possiede la Fortuna che risulta decisiva nei momenti topici delle vicende umane. Tutto sembrerebbe comunque andar bene per la banda dei Bastardi Gentiluomini, ormai ricchissimi: non rubano quasi più per il desiderio di accumulare denaro, ma solo per il gusto di essere i migliori, i più audaci e sfacciati e intoccabili. Naturalmente, né il Duca né il Capa Barsavi conoscono la vera identità della Spina di Camorr né l’ammontare delle sue ricchezze, altrimenti per Lamora e i suoi amici sarebbe la fine (una fine particolarmente truculenta…) Senonché, il loro mondo apparentemente perfetto e soddisfacente viene sconvolto dall’iniziare di un conflitto fra il crudele Capa Barsavi e il misterioso e altrettanto spietato Re Grigio, che vuole soppiantarlo. Locke Lamora diviene suo malgrado la pedina nel gioco mortale fra i due contendenti. Poiché il fantomatico Re Grigio ha scoperto l’identità segreta della Spina di Camorr e vuole usare questa preziosa e pericolosa informazione per ricattarlo, naturalmente: che succederebbe se il crudele e sadico Capa Barsavi venisse a scoprire che uno dei suoi Garristi è in realtà la famigerata Spina, che sta palesemente violando la Pace Segreta?

Non vado oltre nel rivelare la trama del romanzo, godibile fino all’ultima pagina, pieno di personaggi ben delineati e di una trama ottimamente congeniata, con qualche bel colpo di scena che non guasta mai. Scott Lynch riesce a costruire un mondo coerente e ben delineato, affascinante e pieno di dettagli, ispirandosi per certi versi al miglior Jack Vance. La città di Camorr e i suoi abitanti sono descritti con abbondanza di dettagli, dagli sport acquatici (sanguinari e bizzarri) alle ricette culinarie elaborate, dagli abiti ed i costumi alle divinità, dall’architettura in Vetrantico (materiale misterioso lasciato in eredità dagli Antichi abitanti di Camorr) alla Magia. Se proprio si deve cercare un difetto nell’opera prima di Scott Lynch, esso sta nella prosa non facile e a volte poco scorrevole (forse colpa della traduzione?), che costringe a ritornare di volta in volta sulle righe già lette. Anche i continui Flashback che Lynch inserisce in mezzo alla storia principale, per meglio spiegare il background dei protagonisti, rendono più complicata e meno scorrevole la lettura. Difetti comunque non fondamentali, che poco tolgono al valore globale dell’opera, che rimane godibilissima ed originale.
Lo consiglio vivamente a tutti: voto finale 85 (solo perché Locke Lamora non è proprio il mio genere di eroe).

Giovanni Luisi

La Serie dei Bastardi Galantuomini (The Gentleman Bastard Sequence):

  1. Gli Inganni di Locke Lamora, (The Lies of Locke Lamora, 2006)
  2. I Pirati dell’Oceano Rosso, (Red Seas Under Red Skies, 2007)
  3. The Republic Of Thieves, (pubblicato l’8 ottobre 2013, non è prevista la traduzione in italiano)

Scott-LynchL’AUTORE

Scott Lynch (Saint Paul, 2 aprile 1978) è uno scrittore statunitense. conosciuto principalmente per la serie dei Bastardi Galantuomini. Abita con la moglie Jenny a Richmond, nel Wisconsin. Secondo quanto afferma nel suo sito, prima di diventare scrittore ha fatto numerosi altri lavori, tra cui lavapiatti, cameriere, web designer e giornalista freelance. Oltre ad essere scrittore, Scott Lynch è anche pompiere volontario in Minnesota e Wisconsin. Il suo primo romanzo, Gli inganni di Locke Lamora, è stato acquistato da Simon Spanton della Orion Books ad agosto del 2004 e pubblicato a giugno 2006 in Inghilterra e negli Stati Uniti. Dando inizio alla serie dei Bastardi Galantuomini una sequenza di (sette annunciati) romanzi ambientati nell’Impero di Therin, segue la vita del ladro Locke Lamora in un periodo di 15-20 anni. Lynch ha affermato che ci sarà anche un’altra serie, ambientata vent’anni dopo quella dei Bastardi Galantuomini con protagonisti dei nuovi personaggi, anche questa di sette libri.

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