Recensione: “Il Ciclo Celta” di Robert Ervin Howard

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Francesco La Manno

I-Cicli-CeltaIl Ciclo Celta:

  • Il Tempio dell’Abominio (The Temple of Abomination, 1974) Robert E. Howard;
  • Re delle Tenebre (Kings of the Night, 1930) Robert E. Howard;
  • I Vermi della Terra (Worms of the Earth, 1932) Robert E. Howard;
  • Il crepuscolo del Dio Grigio (The Grey God Passes, 1968) Robert E. Howard;
  • Turlogh il Nero (The Dark Man, 1931) Robert E. Howard;
  • L’isola degli Dèi (The Gods of Bal-Sagoth, 1931) Robert E. Howard;
  • La resurrezione del Dio Grigio (The Cairn on the Headland, 1932) Robert E. Howard;
  • La razza perduta (The Lost Race, 1927) Robert E. Howard.

Titolo: I Cicli Celta  | Autore: Robert E. Howard  | Copertina: Marco Sani  | Traduzione: Gianni Pilo | Editore: Newton Compton | Collana: Grandi Tascabili Economici 323  | Genere: fantasy storico/sword and sorcery  | Data di pubblicazione: 1995

I Cicli Celta sono una serie di racconti fantasy scritti da Robert E. Howard e pubblicati singolarmente dalla rivista Weird Tales dal 1931 al 1933 (salvo due che sono stati pubblicati postumi), mentre in Italia sono usciti raccolti in un’antologia nel 1995, grazie alla Newton Compton; in cui sono presenti anche due saggi di Sebastiano Fusco e Gianni Pilo.

Ci troviamo di fronte ad una serie di short story ambientate nell’Arcipelago britannico, nel periodo dell’Impero Romano e nel Medioevo in cui si fondono storia, mitologia norrena, sword and sorcery e i Miti di Cthulhu di H.P. Lovecraft.

409594Le vicende sono narrate in terza persona e hanno ad oggetto tre personaggi fondamentali: Bran Mak Morn, Cormach Mc Art e Turlogh il Nero. Essi rappresentano l’esaltazione della barbarie sulla civiltà e incarnano l’archetipo dell’eroe howardiano; anche se a mio avviso Bran Mak Morn spicca sugli altri. Infatti costui è il re dei pitti, l’ultimo sovrano che si contrappone all’avanzata dalle legioni di Roma in Gran Bretagna. Per riuscire nell’impresa il nostro, oltre a schierare un esercito composito, invocherà dal passato Kull di Atlantide.

Bran Mak Morn inoltre non esiterà a fare ricorso anche ad antichi rituali e chiederà l’aiuto di creature mostruose per vendicare la morte di un proprio suddito crocifisso dai romani, stringendo un patto con divinità blasfeme provenienti dalle viscere della terra. Il che gli costerà caro in termini di sanità mentale.

Grandi battaglie campali vengono descritte dall’Autore con grande attenzione in relazione alla tattica militare, così come sono presenti i classici combattimenti all’arma bianca che tanto ci hanno fatto amare le storie di Robert E. Howard. Nondimeno vengono trattati anche temi che suscitano riflessione come l’intransigenza religiosa, il razzismo, la carità, l’imperialismo, l’amore e la vendetta.

Come tutti i racconti pulp, i personaggi che vengono sviluppati in maniera principale e che presentano maggiore profondità sono pochi: Bran Mak Morn, Cormach Mc Art, Turlogh il Nero e Kull.

I cicli Celta si leggono tutto d’un fiato, garantendo al lettore azione, magia e divertimento. A distanza di quasi un secolo, restano un’opera imprescindibile non solo per gli appassionati di sword and sorcery, ma per ogni amante di fantasy.

Francesco La Manno

Robert E.HowardL’AUTORE

Robert Ervin Howard (Peaster, 22 gennaio 1906 – Cross Plains, 11 giugno 1936) è stato uno scrittore statunitense. Viene considerato uno dei padri della moderna heroic fantasy, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura dell’orrore e grande interprete del romanzo d’avventura. Il suo personaggio di maggior successo è Conan il barbaro, che appare in un ciclo di ventidue opere tra racconti e romanzi. Sulla vita di Howard e sulla sua breve relazione con Novalyne Price Ellis il regista Dan Ireland ha tratto, nel 1996, il film Il mondo intero, con Vincent D’Onofrio nel ruolo dello scrittore.

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