La Saga delle Spine e delle Ossa

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Il-Re-degli-AlberiLa Saga delle Spine e delle Ossa: Greg Keyes, giovane americano (classe 1963) di Meridian, costruisce una favolosa saga Fantasy, che per ricchezza d’ambientazione e personaggi ricorda il miglior George Martin ed anche grandissimo e ahimè scomparso David Gemmell.

Ambientato principalmente nel Regno di Crotheny, strappato alle acque grazie alla forza dei mulini a vento (quindi ispirato palesemente ai Paesi Bassi) la nostra storia parte con un godevole Flashback, in cui viene spiegato come l’Umanità riesce, dopo secoli di schiavitù, a liberarsi dall’oppressione imposta da una razza aliena e magica, gli Skasloi.

La libertà, pagata a caro prezzo in una battaglia sanguinosa, avviene solo grazie a poteri oscuri scatenati da Virgenya Dare, la capostipite della stirpe regnante di Crotheny, evento che pianterà i semi di funesti eventi futuri.

Dopo quasi duemila anni, l’Umanità ha trasformato il suo passato oscuro in un Mito; vari regni si sono sviluppati da quello originale, battendosi per la supremazia sul Mondo Conosciuto, sebbene Crotheny rimanga il preminente. Su tutti i regni c’è poi l’Influenza ingombrante e subdola della chiesa, che ricorda da molto vicino quella cristiana, sia nei suoi elementi migliori e santi, che in quelli più deleteri e legati alla ricerca della ricchezza e del potere. In generale, l’ambientazione ricorda quindi l’Europa medievale e in particolare il Nord Europa (Paesi Bassi, Svezia, Norvegia), sebbene la Chiesa e parte dei protagonisti, come lo Spadaccino Catio, abbiano origini palesemente Italo-Spagnole.

E’ in  questo contesto che parte la storia vera e propria: il Re di Crotheny, William, e sua moglie, la bellissima Muriele, hanno solo un figlio maschio, Charles, che è stato “toccato dai santi” (ovvero è handicappato mentalmente) incapace di succedergli al trono.  La coppia ha altre tre figlie: Fastia, bella come la madre, Elseny ed Anna, la più piccola e ribelle, rossa di capelli come la sua antenata Virgenya Dare e desiderosa di ripercorrerne la vita avventurosa e romantica. Re William, bonario e fin troppo fiducioso della sua Corte, non avendo eredi maschi in grado di succedergli, decide di forzare la mano alla chiesa e di designare le proprie figlie come eredi legittime al trono. L’ingenuo sovrano non si rende conto di innescare in questo modo una serie di intrighi, destinati a sconvolgere il suo regno e la vita della sua famiglia.

Infatti né suo fratello minore Robert Dare, incestuoso e crudele, né il capo della chiesa, Praifec Hespero, doppiogiochista e ingannevolmente santo, sono d’accordo con l’avventata decisione del Re, ed iniziano a mettere in atto piani più o meni subdoli per prendere il potere.

Su questo sfondo si intrecciano le storie dei veri protagonisti dei romanzi di Keyes, che da apparenti comprimari conquistano invece la ribalta della vicenda: in primo piano c’è Aspar White, burbero e rozzo guardaboschi del Re, cresciuto dalla misteriosa ed enigmatica razza dei Sefry. Quarantenne cinico ed amareggiato dalla vita, Aspar White è un Ranger d’antologia, che sulle tracce della sua Nemesi, il bandito Fend, si trova ad incrociare la sua strada con mostri letali come il Greffyn ed il Woorm, animati apparentemente dal misterioso Re degli Alberi, che per aspetto ed atteggiamento ricorda il Re Cervo del bellissimo “La Principessa Mononoke” di Mijazaki.

I mostri che infestano i boschi del Re sono simili a quelli della nostra mitologia, come il drago, il grifone ed il basilisco, ma dotati di aspetti e caratteristiche originali  e diverse che li rendono più paurosi e letali, e danno ai romanzi quel tocco di originalità che non guasta mai. Aspar White, da vero Ranger fantasy ed uccisore di mostri, li affronta con coraggio ed abilità, con arco, ascia, coltello e tanta astuzia.

Altro personaggio d’antologia, il giovane cavaliere senza macchia e senza paura Neil MeqVren, nordico ed umile di nascita, dannato dall’imprevedibile furia dei berserk, destinato a divenire guardia del corpo della regina e delle sue figlie. Impareggiabile con le armi quanto impacciato con le donne, fedele alla parola e alla missione affidata da vero “Legale Buono”, tormentato da amori impossibili, Neil è un paladino come pochi se ne sono visti per limpidezza e fulgore nelle pagine del fantasy moderno.

E c’è poi lo scanzonato e sbruffone spadaccino Catio, campione di  dessrata  (scherma rinascimentale), l’ingenuo e apparentemente codardo Frate Stephen Darige, animato da Vera Fede e da grande cultura, il musicista e bardo Leoff Ackenzall, capace di vere e proprie magie grazie alle sue composizioni. E naturalmente, c’è Anna Dare, la più piccola delle eredi al Trono, custode inconsapevole dei poteri della sua antenata, romantica e ribelle, e la sua fida ancella Austra. I personaggi del Fantasy classico mancano, sostituiti da quelli un po’ meno utilizzati: il Ranger, il Paladino, il Chierico, il Bardo, descritti in modo classico e allo stesso tempo originale. Già questa è una caratteristica che garantirebbe ad un amante del Fantasy l’acquisto di questa bella saga, che potrebbe essere d’ispirazione e documentazione per Master che vogliano storie e personaggi non banali.

I personaggi sono quindi i punti di forza della storia di Keyes: sono stereotipi, ma allo stesso tempo sono nuovi, reali, veri, ed è facile immedesimarsi in loro, nonostante o forse proprio a causa delle numerose disavventure che devono superare. L’ambientazione “olandese” è comunque ricca di dettagli anche culinari (un po’ sullo stile di Jack Vance) testimoniando che Keyes ha saputo prendere un po’ da tutti i suoi illustri predecessori, senza però copiare in maniera pedissequa.

 Colpi di scena ci sono, e ben congegnati: Keyes ti incolla alle pagine in maniera frenetica, tanto è il desiderio di arrivare in fondo e di capire come andrà a finire. L’affresco che offre l’autore americano è originale: l’unica pecca che mi viene da segnalare è l’eccessivo uso di lingue inventate e forse un po’ troppo complicate (Keyes è Laureato in Lingue e letterature straniere e non manca mai di ricordarlo) che costringono il traduttore/redattore a delle spiegazioni tramite nota. Ma è un difetto minore, un abbellimento stilistico che comunque ai puristi del genere non darà fastidio.

Come spesso succede quando si hanno grandi aspettative, può capitare di rimaner delusi davanti ad un capitolo successivo o finale per una saga. A me è successo in particolare il capitolo finale della bella saga “delle Spine e delle Ossa” di Greg Keyes.

 Il terzo capitolo si era chiuso con un   Cliffhanger  piuttosto insolito, perché in parte la storia sembrava “risolta”: nel quarto l’aspettativa creata viene quasi completamente ribaltata ed il confine fra Bene e Male, già labile nei romanzi precedenti, diviene ancor più confuso. L’autore gioca appunto sull’aspettativa del lettore per sorprenderlo con un brusco ribaltamento, talmente brusco da sembrare raffazzonato e per certi versi improvvisato. Tanto Keyes mi aveva stupito in precedenza per l’approfondimento del carattere dei personaggi e l’abilità con cui riusciva a legare il lettore alle loro vicende, tanto “tirato via” ed eccessivamente semplificato sembra l’ultimo capitolo, quasi scritto da un’altra persona.

Eppure, allo stesso tempo, non poteva finire diversamente: la “saga delle Spine e delle Ossa”, se mai fosse trasposta in film, dovrebbe avere la regia di Hajao Miyazaki, dato che ho notato meravigliosi paralleli con il suo “La Principessa Mononoke”. I capitoli migliori, al solito a mio personalissimo gusto, sono quelli che riguardano Aspar White e Neil Meq Vren.

 Il primo, burbero ranger Cacciatore di Mostri, ossessionato dalla vendetta e confuso dall’amore di una donna bella e troppo giovane per lui, è un personaggio in cui il sottoscritto si immedesima fin troppo facilmente, così come con Neil, menomato dalle ferite subite nel suo ultimo duello. Il paladino mostrerà ancora una volta che l’eroismo, il coraggio, la lealtà e l’onore si conservano, a maggior ragione, quando non sono più legate alla possanza fisica e all’abilità in combattimento.

 Per chi ha letto ed amato i primi tre capitoli, la lettura di quest’ultimo è davero un “Must”; per chi invece non l’ha fatto, potrebbe valere la pena recuperare i primi tre (che valgono   davverissimo  ^____^ la pena, e concludere col quarto. In generale, una degna Saga Fantasy, scritta bene, piena di spunti interessanti per giocatori e master di gioco di ruolo.

Il Mastro Giovanni consiglia quindi di leggerlo e rileggerlo: la Saga delle Spine e delle Ossa rimarrà a mio giudizio fra i grandi classici del Fantasy, soprattutto grazie alla forza ed al Carisma dei personaggi “positivi”. Un po’ più in ombra i “Cattivi”, che comunque non son facili da rendere in maniera originale; comunque Praefec Hespero sarà un personaggio che amerete odiare, così come Robert Dare.

In definitiva: cercatelo, trovatelo (purtroppo il primo libro è esaurito, ma in Ebay si trova) compratelo leggetelo!!!

Giovanni Luisi

 

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