Intervista all’illustratore statunitense Brian LeBlanc

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Sono sempre contento quando riesco a proporvi una nuova intervista. Con oggi poi allarghiamo ulteriormente il campo d’intervento di questo blog. L’intervistato odierno infatti è  Brian Le Blanc un bravo illustratore statunitense, appassionato di horror e fantasy e specializzato nella realizzazione di cover per fumetti ed illustrazioni per giochi di ruolo. L’intervista uscirà- anche se non in contemporanea- su Nocturnia e su Italian Sword&Sorcery, movimento capitanato da Alessandro Iascy e Francesco La Manno (che ringrazio per questa occasione e per avermi messo in contatto con l’artista)

Voglio anche ringraziare Brian LeBlanc ( QUI trovate il suo sito) per la sua gentilezza e per la sua disponibilità e ci tengo anche a scusarmi per il ritardo nella pubblicazione dell’intervista.

Le illustrazioni presenti in questo post sono tutte realizzate da Brian LeBlanc ( copyright degli aventi diritto)

A tutti voi auguro una buona lettura, attendo i vostri commenti.

(For english version scroll down )

Nick:  Ciao Brian benvenuto su Nocturnia e su TrueFantasy, è un piacere averti nostro ospite. Come prima domanda ti chiedo di parlarci del momento in cui hai deciso di diventare un illustratore e disegnatore

Brian LeBlanc:  Prima di tutto, grazie per avermi voluto ospitare. Ho sempre saputo che ero destinato a fare arte per riviste o fumetti sin da quando ero un bambino. Ho sempre detto a me stesso e gli altri che era quello che desideravo fare. Così, quando ho avuto la possibilità ho presentato i miei lavori, e ho cominciato a lavorare come freelance.

Nick:  Guardando le tue illustrazioni si notano chiaramente alcune influenze: a parte l’evidente lezione di Frank Frazetta, mi sembra di ritrovare anche echi di artisti come il britannico Simon Bisley, ma quali sono stati gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente? Naturalmente puoi citare disegnatori di fumetti, grafici, movimenti artistici e tutto quello che ti viene in mente.


Brian LeBlanc: L’unico fumetto  che seguivo da  bambino era Conan il Barbaro. Così oltre che di  Frank Frazetta, ero un seguace di John Buscema e Rudy Nebres, così come quei veri e propri artisti della pittura che rispondevano al nome di Joe Jusko, Joe Chiodo, Earl Norem, Sanjulian e, naturalmente, Boris Vallejo. Non avrei mai immainato di diventare un pittore. Mio padre era solito dipingere ad olio e io odiavo quell’ odore. E non avevo nemmeno la pazienza per potermici dedicare con continuità. Sono andato a una lezione di pittura, una volta e non ha funzionato. Forse sono stato soggetto all’ A.D.H.D (1) o a qualcosa del genere. Ho eseguito tutto per tentativi ed errori. Così è stato fino a quando ho letto per la prima volta  Slaine: il Dio Cornuto (illustrato da Simon Bisley) e  all’ora si che sono diventato ossessionato con la pittura. Ho utilizzato ogni sorta di tecnica mista dagli inchiostri acquerellati con acrilici fino ai colori ad olio fino a quando ho trovato qualcosa che ha funzionato per il sottoscritto. Una cosa che mi ha aiutato è stato un istruttivo spettacolo sulla pittura trasmesso dalla televisione pubblica intitolato Welcome to my Studio tenuto da Helen Van Wyk. Da quel programma ho imparato le tecniche della pittura classica olandese. Lei era davvero molto brava. Ora io uso soprattutto colori acrilici e vernici alchidiche

Nick:  Vorrei soffermarmi sulle influenze musicali. quando ci siamo sentiti la prima volta mi hai parlato per la tua passione per i Goblin e per il Cinema horror (in particolare per il Cinema di Dario Argento) In che modo il Cinema horror italiano ( e le sue colonne sonore) influenzano i tuoi disegni?

Brian LeBlanc:  Può avere qualcosa a che fare con la musica energica e fantasiosa di quel periodo. Sono cresciuto negli anni 70 e apprezzo la musica fringe di quel’ epoca. Ho scoperto i Goblin solo negli anni ‘90. Grazie alla diffusione dei negozi di noleggio i film di Dario Argento per me furono una gran scoperta. Per lo più sono stato fan della musica punk e metal. All’inizio della mia carriera nelle mie opere, ho fatto omaggi ai Misfits e Samhain . Quando lavoro preferisco musica senza testi  e i Goblin  sono diventati una delle mie band strumentali preferite.

Nick:  Molti appassionati ti conoscono per i tuoi lavori nel settore degli rpg fantasy ( genere in cui hai debuttato nel 1993) e per le tue copertine di romanzi e comics .Cosa ti ha avvicinato al genere fantastico? E perché hai scelto proprio il settore dei rpg?

Brian LeBlanc: E ‘stata pura fortuna. La prima immagine che io abbia mai spedito come prova è stata alla White Wolf Games. E loro mi hanno preso. Ero un vero appassionato dei licantropi (The Howling e Un Lupo Mannaro Americano a Londra). Quindi mi sono sentito come un bambino alle prese con un giocattolo nuovo di zecca nel momento in cui mi trovavo ad elaborare immagini licantropi che devastavano i corpi delle loro vittime. E ‘stato tutto molto divertente, proprio come un sogno che si avvera. In seguito la stessa White Wolf cominciò a proporre giochi di genere fantasy. E lì ho scoperto che mi piacevano pure quelli. Si è trattato per me,  di una nuova grande fuga dalla banale realtà. 

Nick:   Sul tuo sito ho visto che hai realizzato le illustrazioni di Molte cards per il gioco Vampire : the Eternal Struggle della White Wolf. Raccontaci di questa esperienza.

Brian LeBlanc:  Normalmente ricevo delle indicazioni  di quello che serve sotto forma di un paragrafo di descrizione. E di solito mando la prima cosa che mi viene in mente. A volte è andata benissimo. A volte non va così. Comunque è sempre divertente.

Nick:  Quante cards hai realizzato per il boardgame Vampire: the Eternal Struggle? E qual’è la tua preferita?

Brian LeBlanc:  Ho davvero perso il conto di quante cards ho realizzato. Direi un centinaio, forse meno. La maggior parte delle cards che ho realizzato per Vampire riguardavano specifiche meccaniche di gioco. Non c’erano poi così tante molte immagini iconiche di vampiri come avrei voluto. Non sono sicuro di avere una immagine preferita..

Illustrazione per una card di Vampire.

Comunque ho realizzato anche molte cards per Rage ( Werewolf: the Apocalypse)

Rage art by Brian LeBlanc

Nick:  Sei particolarmente a tuo agio nella creazione di barbari alla Conan e in scenari catastrofici  stile apocalisse zombie , da cosa deriva l’interesse per questi personaggi e queste tematiche?

Brian LeBlanc:  Puro e semplice escapismo. Non faccio uso di droghe, eppure mi piace molto perdermi nella mia immaginazione. Per un artista la migliore sessione artistica si verifica quando il tempo sembra scomparire. La superficie piatta della carta sembra dilatarsi in una scena giocata all’interno della mente. Si dà il caso che alla mia mente piaccia andare lì. Può avere qualcosa a che fare con il discorso degli archetipi. Ho letto Carl Jung e credo anche che queste siano parti di me che hanno bisogno di essere espresse.

Nick:   In particolare che tecniche e quali strumenti prediligi per il tuo lavoro? E mediamente quanto tempo impieghi per realizzare una illustrazione o una cover?

Brian LeBlanc:   Io uso colori acrilici e vernici alchidiche su carta o su tavola. le vernici alchidiche sono colori ad olio che si asciugano durante la notte.  non sono così popolari dove vivo. Ma io amo il loro utilizzo. Io sogno ad occhi aperti fino a quando vedo alcune scene nella mia mente. Poi ne faccio una serie di illustrazioni in miniatura. Questo in media mi richiede una mezza giornata. Poi arriva la parte del disegno a matita che si può realizzare sia direttamente sulla tavola sia trasferendola da essa ad un altro foglio.* Per realizzare un dipinto completo mi ci vogliono dai due giorni alle due settimane. Tutto dipende dai dettagli e da quanto io sia occupato sono in quel momento.

Nick:  Molti tuoi colleghi nel corso di questi ultimi anni hanno preso ad utilizzare massicciamente tecniche digitali per disegnare, tu sembri invece ancora legato a tecniche più classiche. Ma in generale quanto ritieni sia importante la grafica 3D oggi per un artista?

Brian LeBlanc:  Bella domanda. Ho imparato a dipingere, essendo insegnante di me stesso, con l’utilizzo di tutti questi strumenti. Così, con loro mi sento a mio agio. Però mi sono anche auto insegnato come dipingere digitalmente. Ma io sono il tipo di persona che ama lavorare in diversi ambienti della casa. Spesso sto a dipingere in salotto mentre la mia famiglia guarda la TV sempre in salotto. La tavoletta Wacom nel mio studio ha dei limiti. Penso che anche alla gente piaccia vedere e toccare l’arte. Che non le  basti guardare su uno schermo.

Certo ci sono bonus per lavorare in digitale. Tanto per dire, io amo le opere di Keith Parkinson. Quando era vivo, lui dipinse su grandi superfici. In questo modo avrebbe potuto aggiungere un sacco di dettagli per la sua cover art. Con l’ arte digitale, tutto quello che dovete fare è aumentare il numero di pixel per ottenere lo stesso beneficio. Inoltre ci sono un sacco di strumenti utili per la costruzione di strutture 3D, e le composizioni disponibili da varie applicazioni. Ogni pezzo delle opere d’arte viene convertito in un file del computer per la pubblicazione. Quindi è solo una questione di preferenza. Io personalmente amo dipingere. E mi piace anche fare piccoli cambiamenti alle opere originali su Photoshop a volte.

Alcuni esempi di cover realizzate da Brian LeBlanc
Copyright degli aventi diritto.

Nick:  Descrivici una giornata tipo di Brian LeBlanc

Brian LeBlanc:  Alzarsi, prendere un caffè, fare colazione, eseguire la pulizia dello studio, l’esercizio fisico, meditare, riscaldarsi con schizzi, avviare nuovi progetti in studio, preparare la cena / lavori domestici, dipingere  progetti precedentemente iniziati nel soggiorno con la mia famiglia, giocare PS4 e  poi andare a dormire.

Nick:  Veniamo ora alla tua attività di copertinista, ho molto apprezzato cover come quella realizzata per il libro The Last Barbarian e per i comics della “Avatar” e della “Chaos“, ma cosa cambia nelle metodiche del tuo lavoro tra il realizzare una cards o una cover?

Brian LeBlanc:  Le covers richiedono più pensieri ed attenzioni. Devono dare al lettore una sensazione che vada a descrivere l’intero libro. Ma devono anche riuscire a funzionare da sole, per conto proprio. Ma oltre al tempo che dedico loro, le tecniche sono le stesse che utilizzo per tutti i miei altri lavori.

Nick:  In passato hai illustrato le copertine di molti personaggi della Chaos come Purgatori ed Evil Ernie,trovi che ci sia differenza tra disegnare personaggi ed ambientazioni tue ed intervenire su personaggi di altri autori in cui tutte le regole, le fisionomie e le ambientazioni sono già predefinite?

E tu come ti regoli al riguardo?

Brian LeBlanc:   Penso di possedere un buon talento per adattarmi agli stili di altre persone e questo mi rende in grado di ricreare personaggi o stili di disegno altrui molto somiglianti. Finché non metto in dubbio le mie abilità, queste non mi deludono mai. Questa è la mia filosofia.

Nick: Tra i tuoi colleghi illustratori e copertinisti quali sono quelli che segui con maggiore attenzione ed interesse?

Brian LeBlanc:  Se vuoi dire quali artisti seguo. Ti risponderei Mike Hoffman. A mio parere lui è il nuovo Frank Frazetta. Lui punta rispettosamente a rendere omaggio alla leggenda di Frazetta. Per me Simon Bisley è ancora un maestro. Io ancora ammiro la sua arte e lo considero come un mentore, nello spirito in ogni caso. Non l’ho mai incontrato di persona.

Nick:  Che consigli daresti ad un giovane che volesse intraprendere la tua attività?

Brian LeBlanc:  Di trovare la passione ed il desiderio di voler creare arte. Di praticare ogni giorno per costruire la propria abilità. Di diventare emotivamente forte per superare errori e rifiuti. Di trovare un “mentore” che possa dargli delle “critiche costruttive”. Poi di presentare solo poche immagini alla volta alle aziende che interessano. E di lasciar perdere il desiderio emotivo di essere accettato per forza. Se alle aziende piace quello che vedono allora vorranno assumervi. Altrimenti, semplicemente non è ancora arrivato il momento giusto per voi. Questo è tutto ciò che importa.

Nick:  Progetti futuri: a cosa stai lavorando adesso e cosa dobbiamo aspettarci da Brian LeBlanc nel prossimo futuro?

Brian LeBlanc:  Proprio in questo periodo sto eseguendo delle illustrazioni interne per la Onyx Path Publishing e dei piccoli dipinti da vendere in futuro. Successivamente illustrerò un libro su Elric per la Centipede Press.  Nell’operazione è stato coinvolto anche Michael Moorcock. E poi, anche delle copertine per fumetti.

Nick:   Bene Brian è tutto. Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità. Nel salutarti mi accomiato con la classica domanda finale di Nocturnia: esiste una questione che avresti affrontato con piacere, una domanda a cui avresti risposto volentieri e che io invece non ti ho rivolto?

Brian LeBlanc: “Cosa ti sta inspirando in questi giorni?“…..Io mi sto spaventando e mi sto incuriosendo con le storie che raccontano le Internet Radio a base di argomenti paranormali. Le abduction aliene; gli avvistamenti di mostri  e le strane maledizioni m’ispirano molto. Io sto cominciando per divertimento, tutta una serie di lavori ispirati da questi argomenti paranormali.

NOTE: (1)  E’ la sigla inglese della Sindrome da deficit dell’attenzione e della iperattività. Un disturbo eterogeneo e complesso che impedisce il normale apprendimento a chi ne è soggetto, adulto o bambino che sia. Naturalmente in questo caso LeBlanc utilizza questo termine in maniera scherzosa.

INTERVIEW WITH BRIAN LE BLANC ! – THE ENGLISH VERSION.

Today I propose to you an interview with the artist Brian LeBlanc (Here the artist’s site) I thank Brian LeBlanc for his kindness and his availability. I apologize to Brian LeBlanc for the delay in publication of the interview.

The interview comes out on different days on two different blogs: Nocturnia and Italian S&S Blog

All the Best!

Nick:  Hello Brian and welcome to Nocturnia and on Italian Sword&Sorcery, it is a pleasure to have our guest. As a first question I ask you to speak to us of the moment when you decided to become an illustrator and designer

Brian LeBlanc:  First of all, thanks for having me. I always knew I was destined to do art for magazines or comics ever since I was a child. I constantly told myself and others it was what I was going to do. So when I had a chance I submitted my work and got hired for freelance work.

Nick:   In Your illustrations can be seen clearly some influences: apart from the obvious lessons of Frank Frazetta, I seem to also find echoes of artists like the British Simon Bisley, but what were the artists that have influenced you the most? Of course you can mention cartoonists, graphic artists, art movements and everything that comes to your mind.

LeBlanc:   The only comic book I was interested in when I was a kid was Conan the Barbarian. So besides Frank Frazetta, I was a follower of John Buscema, Rudy Nebres, as well as painters like Joe Jusko, Joe Chiodo, Earl Norem, Sanjulian and of course, Boris Vallejo. I didn’t think I was was going to ever be a painter. My father used to paint with oils and I hated the smell of it. And I wasn’t very patient either. I went to a painting lesson once and it didn’t work out. I may have been A.D.H.D or something. I did everything by trial and error. It wasn’t until I read Slaine: the Horned God (illustrated by  Simon Bisley) that I became obsessed with painting. I did every sort of mixed media from ink wash and acrylics to oil paints until I found something that worked for me. One thing that helped me was a painting instructional show on public television called Welcome To My Studio by Helen Van Wyk. This is where I learned classical Dutch painting techniques. She was really good. Now I mostly use acrylics and alkyds.

Nick:  I want to focus on musical influences. when we felt the first time you spoke to your passion for the Goblins and the Horror Film (in particular for the Cinema of Dario Argento) How will the Italian horror cinema (and its soundtrack) affect your drawings ?

LeBlanc:  It may have something to do with the energetic and imaginative music at the time. I grew up in the 1970s and I appreciate the fringe music from that era. I only discovered Goblin in the 90‘s. Dario Argento movies were new to me because of the movie rental trend at the time. Mostly I was into punk and metal. Earlier in my career, I did homages to the Misfits and Samhain in my art. I prefer music without lyrics for when I work. Goblin is one of my favorite instrumental bands.

Nick:   Fans know you for your work in the field of fantasy RPG (kind where you debuted in 1993) and for your covers of novels and comics .What has approached you to the fantasy genre? And why did you choose the field of RPG?

LeBlanc:  It was luck. The very first time I send an art submission was to White Wolf Games. And they picked me up. I just happened to be a real werewolf fan (The Howling and American Werewolf in London). And I felt like a kid with a brand new toy when drawing werewolves savaging their victims. It was all very fun, Just like a dream come true. Later on White Wolf began putting out Fantasy genre games. And I found I liked that as well. It was new for me, a great escape from banal reality.

Nick:  On your website I saw that you have created the illustrations Many of cards for the game: Vampire: The Eternal Struggle of the White Wolf. Tell us about this experience.

LeBlanc:  Normally i just got a description in the form of a paragraph. And I just went with the first thing that came to me. Sometimes it worked out great. Sometimes not as well. Still just as fun.

Nick:   How many cards you have created for the boardgame Vampire: The Eternal Struggle? And what’s your favorite?

LeBlanc:  I really lost count of how many card I did. I would guess a hundred, maybe less. Most of the Vampire cards I did were specific game mechanics. There weren’t as many iconic vampire images as I’d like. I’m not sure I have a favorite.

Vampire Card Image.

I did many more Rage (Werewolf: the Apocalypse) cards.

Rage art by Brian LeBlanc

Nick:   You are particularly at ease in the creation of characters like Conan the Barbarian ‘s style and apocalyptic scenarios like zombie apocalypse, what comes from the interest in these characters and these issues?

LeBlanc:  Pure escapism. I don’t use drugs and yet I do like to get away in my imagination quite a lot. For an artist the best art session is when time seems to disappear. The flat surface of the paper seems to stretch into a scene playing out in the mind. It just so happens that my mind likes going there. It may have something to do with archetypes. I read Carl Jung and I also think these are parts of me that need to be expressed.

Nick:  In particular, that such techniques and tools do you prefer for your work? And on average how long it takes to make a drawing or a cover?

LeBlanc:   I use acrylics and alkyds on paper or art board. Alkyds are oil paints that dry overnight. They aren’t as popular where I live. But I love using them. I daydream until I see some scenes in my mind. I do a set of thumbnail illustrations. This might take half a day. Then comes the pencil art to either do on the board or transfer to it. The painting will take from a couple days to a couple weeks. It all depends on the detail and how busy I am at the time.

Nick:  Many Your colleagues in the course of recent years have taken to massively use digital techniques to draw, you seem rather still linked to more classical techniques. But in general what you think it is important to the 3D graphics today for an artist?

LeBlanc:  Good question. I learned to paint by teaching myself to use all these tools. So I’m comfortable with them. I also taught myself how to paint digitally. But I’m the kind of person who likes to work in different rooms of the house. I often paint with my family in the living room while they watch tv. The Wacom tablet in my studio has limitations. I also find people like to see and touch art. Not just look at it on a screen.

There are bonuses for working digitally however. I love the artwork of Keith Parkinson. When he was alive, he painted on very large surfaces. This way he could add lots of detail to his cover art. With digital art, all you need to do is increase the pixel count for the same benefit. Also there are lots of convenient tools for building 3d structures, and compositions available from various apps. Every piece of artwork is converted to a computer file for publication. So it’s just a matter of preference. I personally love to paint. And I also love to make little changes to the originals on Photoshop sometimes.

Nick:  Describe us a tipical working day day in the life of Brian LeBlanc

LeBlanc:  Get up, have coffee, breakfast, clean the studio, exercise, meditate, warm up with sketches, start new projects in the studio, cook dinner/housework, paint on previously started projects in the living room with my family, play PS4 games, then sleep.

Nick:  We come now to your activities cover artist, I really appreciated covers such as the one built for the book The Last Barbarian and for comics of “Avatar” and Chaos “, but what changes in the methods of your work between the cards or make a cover?

A Purgatori’s  blank cover did
by LeBlanc for a commission

LeBlanc: Covers demand more thought and attention. They need to give the viewer a feel for the entire book. They should also stand out on their own. Besides the time I dedicate to them, the techniques are the same.

Nick:   In the past you have shown the covers of many characters of Chaos as Purgatori and Evil Ernie, you find that there is a difference between drawing your characters and environments and take action on characters from other authors in which all the rules, the faces and the settings are already predefined ? And how do you adjust to that?

LeBlanc:  I find that I have a good talent for adapting to other people’s styles and for recreating the likeness characters or people. As long as I don’t question my abilities, they never fail. That’s my philosophy.

Nick: : Between Your fellow illustrators which ones follow with greater attention and interest?

LeBlanc:  If you mean which ones I follow. It would be Mike Hoffman. He is the new Frank Frazetta in my opinion. He respectfully aims to pay homage to the legend of Frazetta. Simon Bisley is still a master to me. I still admire his art and use him as a mentor, in spirit anyway. I’ve never met him.

Nick:  What advice would you give to a young person who wants to take your business?

LeBlanc:  Find the passion and desire to want to create art. Practice every day and build up your skills. Become emotionally strong to get past failures and rejections. Find a mentor who gives “constructive criticism“. Then submit only a few images at a time to companies you are interested in. And let go emotionally of the need to be accepted. If they like what they see. They’ll want to hire you. If not. Then it’s not the right time. That’s all that means.

Nick: Projects future: what are you working on now and what we expect from Brian LeBlanc in the near future?

LeBlanc:  Right now I’m doing interior art for Onyx Path Publishing and small paintings to sell later. In the near future I’m going to be illustrating an Elric book for Centipede Press. Michael Moorcock is on board with it. Also, some comic book covers.

Nick:   Well Brian is everything. Thanks again for your time. In greet me take leave with the classic last Nocturnia’s question: is there a question that you would have dealt with pleasure, a question that you would have responded willingly and that I will not I asked you?

LeBlanc:   What is inspiring you these days? …I’ve been scaring and intriguing myself with stories and internet radio shows that feature paranormal subjects. Alien abductions, strange monster sightings, and weird hauntings inspire me. I’m starting a series of fun, paranormal artworks inspired by it.

Nick Parisi

Art by Brian LeBlanc

Copyright by owners.

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